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LOS ARCANOS DE FAUL

Un homenaje a Viterbo y a su memoria.

I 22 Arcani Maggiori delle carte dei Tarocchi, sono ispirati ai personaggi, ai luoghi e ai miti del Medioevo viterbese, reinterpretati da Cinzia Chiulli come opere d’arte in ceramica e colore.

Un puente entre el antiguo lenguaje de los símbolos y la sensibilidad contemporánea.

Cartas del tarot de colección, únicas en el mundo

Cartas del tarot de colección, únicas en el mundo: se asocian a personajes, historias, lugares y acontecimientos de la Edad Media. Entra en un mundo de maravilla con estas fascinantes cartas de tarot, inspiradas en la historia mística de Viterbo, la primera ciudad de Italia en acoger los tarots.

Cada carta está elaborada con meticuloso cuidado, rica en simbolismo y significados profundos. Descubre verdades ocultas y emprende un recorrido transformador de autoconocimiento.

La scatola contiene un libretto con storia, simbolismo e interpretazioni di ciascuna carta degli Arcani Maggiori.
Le carte sono 23: dall’Arcano 0 all’Arcano XXI, più la carta “Jolly” (carta firma dell’artista).

Los Arcanos de Faul

Revelan personajes e historia de la Viterbo medieval

La prima città in Italia in cui entrarono le carte dei Tarocchi è Viterbo. Lo storico Giovanni Covelluzzo afferma: “fu regato in Viterbo il gioco delle carte, che in saracino parlare si chiama Nayb”.

Stando alle note furono i soldati che tornavano dalle Crociate a condurre con sé tali carte; ciò risulta degno di attenzione per due considerazioni: l’ultima crociata finì intorno al 1291 e le carte a Viterbo arrivarono direttamente da un paese islamico.

I Tarocchi sono semplici, chiari, quasi scarni. Non disperdono l’attenzione, anzi vogliono rafforzarla, invitano alla concentrazione, non all’annullamento. C’è una analogia fra le parole ed i Tarocchi, tra il significato comune delle parole e quello delle carte.

Il fatto che i Tarocchi siano stati paragonati a un libro muto (“Mutus Liber”) è significativo: siamo noi che dobbiamo riuscire a dialogare con le immagini e decifrare i loro messaggi. Le immagini vanno rafforzate proprio per la loro intensità. È questa l’importanza dell’analisi “dei gesti”, di cui si fanno carico le carte stesse e che vogliono comunicarci. Dice opportunamente San Tommaso d’Aquino: “nelle scienze sacre non solo le parole, ma le cose stesse significano altre cose”.

Anche Alberto Magno si interessò a questa arte soprattutto con intenti morali. È però con Giordano Bruno che l’arte della memoria diviene un oggetto ermetico. Ed è lui che termina quel processo evolutivo che ha trasformato il tarocco da “gioco a filosofia”.

Il lungo processo evolutivo trova pertanto il suo giusto compimento. L’iconografía de cada carta è stata rispettata per non alterarne la simbologia.

La sfida è stata quella di inserire personaggi e situazioni che hanno fatto la storia di Viterbo e della Tuscia e che calzassero perfettamente con il significato secolare che appartiene ad ogni arcano maggiore.

Nella parte inferiore delle carte troviamo il numero e il nome, che ne sottolineano la storicità, mentre nella parte superiore è stato inserito il significato personale e quindi il riferimento con fatti ed eventi legati alla Tuscia. In questa realizzazione per ogni Arcano sono indicati: nome, descrizione, simbolismo, significato e storia, che sono propri dei Tarocchi.

L’abbinamento personale è un riferimento a personaggi che hanno caratterizzato la storia della città di Viterbo e del suo territorio.